Con l’arrivo dell’estate, le alte temperature spingono molte persone a cercare refrigerio in acqua. Non tutti, però, prediligono il mare: per ragioni di comodità o vicinanza, molti optano per le piscine, sia pubbliche sia private. In questo contesto, è fondamentale porre l’attenzione sulla qualità igienico-sanitaria delle acque di balneazione, elemento imprescindibile per la tutela della salute umana.
L’acqua utilizzata nelle piscine, in quanto destinata a un uso umano, deve rispettare elevati standard qualitativi. Il controllo delle sue caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche è essenziale non solo per il benessere degli utenti, ma anche per la prevenzione delle malattie a trasmissione idrica. In Italia, la normativa prevede l’obbligo di un sistema di autocontrollo da parte del gestore dell’impianto, a cui si affianca la regolamentazione specifica delle singole Regioni, che tramite proprie delibere stabiliscono modalità operative e requisiti di qualità.
Nel Lazio, la sorveglianza igienico-sanitaria delle piscine è affidata alle Aziende Sanitarie Locali (ASL), che effettuano i controlli ufficiali attraverso il supporto tecnico dei laboratori dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), incaricati delle analisi dei campioni.
Il campionamento delle acque: finalità e metodologia
Il campionamento dell’acqua di piscina rappresenta una fase cruciale del processo di controllo, in quanto consente di verificare l’idoneità dell’acqua al contatto umano e di individuare tempestivamente eventuali criticità.
Il prelievo deve essere eseguito secondo protocolli standardizzati, al fine di assicurare l’affidabilità dei dati analitici e ridurre al minimo i rischi di contaminazione durante la raccolta. I principali parametri oggetto di indagine includono valori chimico-fisici (pH, cloro libero e combinato, alcalinità, durezza) e microbiologici (carica batterica totale, presenza di coliformi, Pseudomonas aeruginosa e altri microrganismi patogeni).
Normativa di riferimento
La normativa nazionale di riferimento è rappresentata dalla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2003, che stabilisce le linee guida per la gestione igienico-sanitaria delle piscine. A livello tecnico, si applica la norma UNI 10637:2016, che definisce i requisiti per la progettazione, la gestione e il controllo delle piscine a uso pubblico e collettivo.
In sintesi:
- Le analisi microbiologiche devono essere effettuate almeno una volta al mese per le piscine di tipo A (a uso pubblico), con possibilità di riduzione della frequenza (es. ogni due mesi) in caso di esiti favorevoli e regolari per almeno quattro mesi consecutivi.
- Le analisi chimiche seguono una frequenza variabile in base alla tipologia di impianto e alle disposizioni regionali o del piano di autocontrollo del gestore.
Il campionamento delle acque: finalità e metodologia
Il campionamento dell’acqua di piscina rappresenta una fase cruciale del processo di controllo, in quanto consente di verificare l’idoneità dell’acqua al contatto umano e di individuare tempestivamente eventuali criticità.
Il prelievo deve essere eseguito secondo protocolli standardizzati, al fine di assicurare l’affidabilità dei dati analitici e ridurre al minimo i rischi di contaminazione durante la raccolta. I principali parametri oggetto di indagine includono valori chimico-fisici (pH, cloro libero e combinato, alcalinità, durezza) e microbiologici (carica batterica totale, presenza di coliformi, Pseudomonas aeruginosa e altri microrganismi patogeni).
1. Punti di campionamento
- Acqua di vasca: i campioni devono essere prelevati in punti rappresentativi, lontano dai bordi e dai punti di immissione dell’acqua, ad una profondità compresa tra 20 e 40 cm.
- Acqua di immissione: il prelievo va effettuato a valle dei filtri e dei sistemi di dosaggio dei prodotti chimici.
- Acqua di approvvigionamento: il campione viene raccolto direttamente dalla tubazione di adduzione, prima dell’ingresso nel sistema di trattamento.
2. Tipologia di contenitori
- Per le analisi microbiologiche si utilizzano contenitori sterili, preferibilmente in plastica, con tappo a chiusura ermetica.
- Per le analisi chimiche, sono idonee bottiglie in materiale plastico o vetro, preventivamente pulite e, se necessario, sterilizzate.
3. Modalità di prelievo
- Il prelievo deve essere effettuato almeno 48 ore dopo l’ultimo trattamento disinfettante straordinario, per garantire la rappresentatività del campione.
- Durante il prelievo, occorre evitare qualsiasi manomissione o alterazione del corpo idrico.
- È obbligatorio indossare dispositivi di protezione individuale, in particolare guanti monouso, per prevenire contaminazioni crociate.
4. Conservazione e trasporto
- I campioni devono essere conservati a temperatura refrigerata (<10°C) e protetti dalla luce diretta.
- Su ogni contenitore devono essere chiaramente indicati: data e ora del prelievo, punto di campionamento, temperatura dell’acqua al momento del prelievo e generalità del responsabile.
- I campioni devono essere trasportati al laboratorio entro tempi compatibili con la stabilità dei parametri da analizzare (preferibilmente entro 6 ore).
5. Analisi di laboratorio
Le analisi vengono eseguite presso laboratori accreditati secondo le norme ISO/IEC 17025, che garantiscono la qualità e l’affidabilità dei risultati. Gli esami si concentrano su:
- Parametri chimici: cloro attivo libero e combinato, pH, conducibilità, durezza, alcalinità, acido isocianurico, metalli pesanti (dove previsto).
- Parametri microbiologici: batteri coliformi, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, conta microbica totale a 22°C e 37°C, e altri microrganismi in base alla destinazione d’uso della piscina.
Considerazioni finali
- Il monitoraggio periodico e sistematico delle acque di piscina è essenziale per prevenire rischi per la salute pubblica, garantendo ambienti sicuri e conformi alle normative vigenti. Il rispetto rigoroso delle procedure di prelievo, conservazione e analisi rappresenta un prerequisito indispensabile per un controllo efficace della qualità dell’acqua.
- Si ricorda, infine, che tra le attività di monitoraggio rientra anche la sorveglianza della Legionella spp., batterio responsabile della legionellosi. Trattandosi di un tema di grande rilevanza sanitaria, esso sarà oggetto di approfondimento in un prossimo intervento.