Case vacanza: cosa bisogna sapere?

Con l’arrivo del Giubileo, assisteremo probabilmente a un ulteriore incremento del numero delle Case Vacanza sul territorio nazionale. È importante conoscere la normativa di riferimento, per evitare di incorrere in sanzioni e situazioni spiacevoli per chi decide di dedicarsi a queste attività. In Italia infatti, il settore delle case vacanza ha registrato una crescita significativa, alimentata dalla crescente domanda turistica e dalla diffusione di piattaforme di affitti brevi. Questa espansione ha portato a una gestione spesso disorganizzata, caratterizzata da fenomeni di evasione fiscale, irregolarità e mancanza di standard di sicurezza.

La frammentazione normativa tra regioni e comuni ha complicato ulteriormente la situazione, creando un contesto poco trasparente e difficile da monitorare. Per affrontare queste criticità, si è resa necessaria un’azione normativa organica, volta a tutelare i consumatori, garantire la sicurezza e promuovere la concorrenza leale, come previsto dalle recenti riforme legislative.

L’articolo 13 della Legge 15 dicembre 2023, n. 191, introduce una regolamentazione articolata per il settore delle locazioni turistiche, incluse le locazioni brevi e le attività turistico-ricettive, al fine di garantire trasparenza, sicurezza e contrastare pratiche irregolari.

La norma prevede l’adozione di un Codice Identificativo Nazionale (CIN), univoco per ogni immobile o struttura destinata a locazioni turistiche, gestito dal Ministero del Turismo tramite un’apposita banca dati nazionale.

Gli obiettivi prefissati sono:

  1. Promuovere la trasparenza del mercato e la tutela della concorrenza.
  2. Coordinare le informazioni tra diversi livelli di amministrazione.
  3. Rafforzare la sicurezza del territorio.
  4. Contrastare fenomeni di evasione e irregolarità nel settore.

Gli obblighi per chi esercita attività di locazione turistica, anche tramite intermediari, con l’entrata in vigore del DL 191 del 2023, sono:

  • Presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al comune competente.
  • Rispettare i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente.

L’assegnazione del CIN

Il CIN è essenziale per garantire trasparenza e legalità nel settore delle locazioni turistiche. Permette di identificare ogni immobile o struttura, agevolando i controlli fiscali e di sicurezza. Inoltre, contrasta l’evasione e le irregolarità, assicurando standard uniformi e un mercato più competitivo e regolamentato.

Il Ministero del Turismo è responsabile dell’assegnazione del CIN tramite una procedura telematica. Questo codice deve essere indicato negli annunci pubblicitari e visibilmente esposto presso le strutture. Le regioni e le province autonome che già utilizzano codici identificativi regionali devono convertirli in CIN aggiungendo un prefisso alfanumerico fornito dal Ministero e trasmettere i dati relativi alla banca dati nazionale. In mancanza di codici regionali, il locatore deve richiedere direttamente il CIN al Ministero.

La mancata esposizione del CIN o la locazione di unità prive dei requisiti richiesti comporta sanzioni pecuniarie variabili, da 500 a 10.000 euro, in base alla gravità delle violazioni e alla dimensione delle strutture.

La norma affida ai comuni, con il supporto della polizia locale, il compito di monitorare il rispetto della normativa. I proventi delle sanzioni vengono destinati a investimenti in turismo e smaltimento rifiuti. Parallelamente, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza conducono analisi mirate per identificare potenziali irregolarità, favorendo il contrasto all’evasione fiscale.

Requisiti

L’assenza di regole uniformi comportava un maggiore    pericolo di incidenti per gli ospiti, evidenziando l’urgenza di un intervento normativo per garantire standard adeguati e tutelare la sicurezza dei turisti. Con il Decreto Legge191 i proprietari delle unità immobiliari e le strutture turistiche devono rispettare specifici standard di sicurezza. In particolare:

  • Devono essere dotate di rilevatori di gas e monossido di carbonio.
  • È obbligatoria l’installazione di estintori in base alla superficie della struttura.

Consigli per la sicurezza delle strutture

  1. Integrare la normativa antincendio con misure pratiche come l’esposizione di planimetrie di evacuazione in ogni piano o stanza della struttura.
  2. Assicurarsi che le planimetrie siano chiare, aggiornate e posizionate in modo ben visibile.
  3. Fornire ai visitatori istruzioni dettagliate su come comportarsi in caso di emergenza.
  4. Effettuare regolari simulazioni antincendio per il personale e verificare il funzionamento degli estintori e dei rilevatori di gas e monossido di carbonio.

Queste pratiche non solo garantiscono il rispetto della normativa, ma migliorano la percezione di sicurezza da parte dei clienti, contribuendo alla reputazione della struttura.