Emergenza Caldo e Sicurezza Sul Lavoro: ordinanze regionali

A causa dell’innalzamento delle temperature al di sopra della media stagionale e alla persistenza delle stesse nell’arco del tempo, diverse regioni hanno adottato provvedimenti in maniera autonoma, che disciplinano modalità e orari di lavoro all’aperto.

La Lombardia e il Lazio, rifacendosi a quanto viene pubblicato su Worklimate (sito di un progetto che studia l’emergenza climatica e le sue ripercussioni sul mondo del lavoro), vietano il lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 per le lavorazioni edili, in cave florovivaistiche ecc. nei giorni segnalati su www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta

Sono escluse le pubbliche Amministrazioni, i concessionari di pubblici servizi e i loro appaltatori qualora eseguano interventi di pubblica utilità, la protezione civile e le attività di salvaguardia della pubblica incolumità, fermo restando l’obbligo di adottare comunque idonee misure di prevenzione.

L’ordinanza, in queste due regioni, è in vigore fino al 15 settembre in Lombardia e fino al 31 agosto nel Lazio.

L’Abruzzo stabilisce il divieto fino al 31 agosto, sempre in riferimento a quanto pubblicato su Worklimate, prevedendo anche la possibilità di provvedimenti comunali  autonomi (purchè non in contrasto con l’ordinanza regionale emessa).

In Emilia Romagna l’ordinanza è estesa fino al 15 settembre e comprende anche le attività di logistica all’aperto.

Altre regioni che hanno preso provvedimenti in materia sono il Veneto, che prevede restrizioni sugli orari basandosi sia su Worklimate che sul portale Agenti Fisici e la Basilicata, che vieta il lavoro agricolo.