Progettazione antincendio: tutto quello che devi sapere

Il 2021 ha visto l’emanazione di 3 decreti monotematici, che disciplinano rispettivamente controlli, gestione dei luoghi di lavoro, formazione e progettazione della sicurezza antincendio.

Il “Minicodice” del 3 settembre 2021 classifica le attività come a Basso Rischio o Non Basso Rischio. Le prime, che rispettano specifici requisiti, possono seguire l’approccio del Minicodice. Le altre, incluse quelle soggette al D.P.R. 151/2011, devono conformarsi al “Codice Antincendio” del 2015.

Il “Minicodice” rappresenta l’ultimo passo nel passaggio da un sistema prescrittivo a un approccio prestazionale, consentendo alle nuove attività di utilizzare un approccio ingegneristico per la prevenzione e protezione incendi. Tutte le attività devono effettuare la valutazione dei rischi, individuare una strategia antincendio e definire procedure di mantenimento degli obiettivi.

Evoluzione normativa della progettazione antincendio

Nell’ultimo ventennio, il D.M. 10 marzo 1998 è stato il principale atto normativo per valutare i rischi d’incendio nei luoghi di lavoro.

Innovativo alla sua uscita, fornì per primo un approccio quasi “prestazionale” introducendo i livelli di rischio: elevato, medio e basso.

Nonostante il D.M. del 1998 non assuma la forma di una regola tecnica nel senso comune del termine ha svolto per decenni un ruolo guida per i progettisti definendo i criteri generali di prevenzione incendi per la progettazione.

Tuttavia, a causa delle significative evoluzioni normative, specialmente con il “Codice di prevenzione incendi” del 3 agosto 2015, è emersa la necessità di allineare i contenuti del D.M. 10 marzo 1998 al nuovo approccio prestazionale nella progettazione della sicurezza antincendio per tutte le attività a medio e a elevato rischio. Difatti l’approccio prescrittivo utilizzato fino al 2015 si basava sul rispetto di regole tecniche, strumenti di calcolo e misure preventive e protettive imposte legislativamente. Questo approccio, che imponeva quindi soluzioni progettuali senza alternative, ha dovuto prevedere deroghe nei casi non applicabili, tipicamente nelle strutture vincolate dalla Sovraintendenza dei Beni Culturali. Ciò ha richiesto un profondo cambiamento per adeguarsi all’evoluzione normativa del settore.

Pertanto, la necessità di semplificare la comprensione e l’aggiornamento tecnico in materia di antincendio, ha portato all’emanazione di tre distinti decreti monotematici:

  • “Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell’art. 46, comma 3, lettera a), punto 3, del d.lgs. 81/08” (D.M. 1 settembre 2021, cd. Decreto “Controlli”);
  • “Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello
  • specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’art. 46, comma 3, lettera a) punto 4 e lettera b) del d.lgs. 81/08″ (D.M.2 settembre 2021 cd. decreto “GSA”);
  • “Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro”6 ai sensi dell’art. 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del d.lgs. 81/08” (D.M. 3 settembre 2021, cd. decreto “Minicodice”).

Le attività Soggette

Il “Minicodice” ovvero il D.M. 03 Settembre 2021 “Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro”6 ai sensi dell’art. 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del d.lgs. 81/08” definisce in maniera esaustiva la classificazione delle attività. Questa prevede che tutte le attività lavorative siano divise in:

  • Attività a Basso Rischio
  • Attività a NON BASSO RISCHIO.

Le ATTIVITA’ A BASSO RISCHIO risultano essere quelle rientranti nel decreto stesso ovvero tutte le strutture ubicate in attività non soggette al D.P.R. 1° agosto 2011 n. 151 (vedere più avanti) e aventi tutti i seguenti requisiti aggiuntivi:

  1. affollamento complessivo ≤ 100 occupanti (persone presenti a qualsiasi titolo all’interno dell’attività);
  2. superficie lorda complessiva ≤ 1000 m2;
  3. piani situati a quota compresa tra -5 m e 24;
  4. limitato deposito di materiali combustibili;
  5. limitato deposito di sostanze o miscele pericolose;
  6. assenza di lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio.

Tutte le strutture che non rientrino in tale definizione devono considerarsi ATTIVITA’ NON A BASSO RISCHIO. In particolare, tra queste vi sono quelle elencate nell’Allegato /I del D.P.R. 1° agosto 2011 n. 151 ovvero tutte quelle soggette a controlli da parte del Corpo dei Vigili del Fuoco (a titolo esemplificativo e non esaustivo):

  • Depositi di gas infiammabili;
  • Depositi di plastica, carta e legno;
  • Palestre;
  • Cinema;
  • Scuole;
  • Locali di vendita superiori ai 400 mq;
  • Magazzini superiori ai 1.000 mq;
  • Autorimesse;
  • Edifici con altezza superiore ai 24 m.

I contenuti per la progettazione della strategia antincendio per le ATTIVITA’ A BASSO RISCHIO sono contenuti all’interno dell’Allegato I del D.M. del 3 Settembre 2021.

Per tutte le altre attività si può utilizzare in alternativa o il D.M. 3 agosto 2015 “Norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs 8 marzo 2006, n. 139 (cd. “Codice Antincendio”) o le Regole Tecniche emanate prima del 2015. Il codice, infatti, non abroga i dispositivi normativi emanati in precedenza, ma tale strumento normativo può essere applicato in adozione volontaria ed alternativa.

La Progettazione Antincendio.

Il “Minicodice” rappresenta quindi l’ultimo anello che chiude il cerchio nel passaggio da un sistema prescrittivo ad un approccio prestazionale. Infatti, dal 29 Ottobre 2022, data dell’entrata in vigore del DM 03 Settembre 2022, tutte le attività di nuova apertura potranno utilizzare un approccio ingegneristico per individuare le misure di prevenzione e protezione incendi.

Tutte le attività, quindi, indipendentemente dal livello di rischio incendio saranno chiamate:

  1. ad effettuare la valutazione dei rischi ove si andranno ad evidenziare gli obiettivi strategici da raggiungere;
  2. ad individuare una strategia antincendio mediante la quale si dimostri il raggiungimento degli obiettivi sopra definiti;
  3. a definire le procedure per il mantenimento degli obiettivi:

In particolare, secondo il MINICODICE, le attività a Basso Rischio incendio dovranno:

  1. per la valutazione dei rischi effettuare:
    • l’individuazione dei pericoli d’incendio;
    • la descrizione del contesto e dell’ambiente nei quali i pericoli sono inseriti;
    • la determinazione di quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio d’incendio;
    • l’individuazione dei beni esposti al rischio d’incendio;
    • l’individuazione delle misure che possano rimuovere o ridurre i pericoli che determinano rischi significativi.
  2. per la strategia antincendio individuare:
    • il livello di compartimentazione;
    • le caratteristiche del sistema d’esodo in casi di evacuazione;
    • i presidi per lo spegnimento incendi;
    • la gestione della rilevazione e rivelazione incendi;
    • livello e gestione degli impianti tecnologici.
  3. per le procedure definire:
    • il mantenimento del sistema tramite la predisposizione di un Sistema di Gestione antincendio;
    • per la gestione dell’emergenza tramite la redazione del Piano di Emergenza.

Le Attività Non a Basso rischio dovranno invece:

  1. per le attività soggette a controllo da parte dei Vigili del Fuoco (allegato I del D.P.R. 151/2011): ottenere la conformità Antincendio presso il comando dei VV.F. competente per territorio.
  2. per tutte le altre attività: applicare nella sua interezza il “Codice Antincendio” (M. 3 Agosto 2015).