Il caldo di queste settimane, legato alle ondate di calore record degli ultimi anni, rende le piscine uno dei luoghi più frequentati dell’estate. Ma proprio le alte temperature, unite all’elevato numero di bagnanti, rendono ancora più importante garantire una corretta qualità dell’acqua.
Un falso mito da sfatare
Molti pensano che una piscina con un forte odore di cloro sia sinonimo di pulizia. In realtà è vero il contrario: quell’odore intenso non è dovuto al cloro libero che disinfetta l’acqua, ma alle clorammine, sostanze che si formano quando il cloro reagisce con sudore, urine, cosmetici e altre sostanze organiche introdotte dai bagnanti. Più elevata è la presenza di clorammine, più si avverte il “classico odore di piscina”. Una piscina ben gestita, al contrario, presenta normalmente un odore molto lieve, quasi impercettibile.
Questo elemento da solo non basta per stabilire se una piscina sia sicura, ma è certamente un segnale a cui prestare attenzione.
Il lavoro invisibile dietro un’acqua limpida
Dietro un’acqua limpida c’è un lavoro continuo che spesso rimane invisibile agli occhi degli utenti. Ogni piscina deve infatti essere gestita attraverso uno specifico piano di autocontrollo, che prevede verifiche quotidiane e periodiche su:
- concentrazione del cloro libero e del cloro combinato
- valore del pH
- temperatura
- trasparenza dell’acqua
- corretto funzionamento degli impianti di filtrazione e ricircolo
- controlli microbiologici programmati
Nel Lazio, oltre all’autocontrollo effettuato dal gestore, la vigilanza è affidata al Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) della ASL territorialmente competente, che può effettuare ispezioni e campionamenti ufficiali per verificare sia la qualità dell’acqua sia la corretta gestione dell’impianto. In presenza di non conformità, il gestore è tenuto ad adottare le necessarie misure correttive e a dimostrarne l’efficacia con nuovi controlli, prima del pieno ripristino delle normali condizioni di esercizio.
I “nemici invisibili” da conoscere
Le temperature elevate favoriscono la proliferazione di alcuni microrganismi, motivo per cui i controlli assumono ancora maggiore importanza durante il periodo estivo. Tra i rischi microbiologici più rilevanti, alcuni rientrano nei controlli di routine, altri richiedono analisi più mirate:
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Microrganismo |
Rischio principale |
Comparsa dei sintomi |
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Escherichia coli / Enterococchi intestinali |
Indicatori di contaminazione fecale; possibili gastroenteriti |
Variabile |
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Pseudomonas aeruginosa |
Otite del nuotatore, follicoliti cutanee |
12–48 ore |
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Staphylococcus aureus |
Infezioni della pelle, soprattutto su piccole ferite |
Variabile |
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Legionella (vasche idromassaggio/SPA, via aerosol) |
Polmonite, anche seria |
2–10 giorni |
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Cryptosporidium e Giardia |
Parassiti resistenti al cloro; diarree prolungate |
Variabile |
I primi tre e la Legionella rientrano tipicamente nei piani di controllo e prevenzione previsti per legge — per la Legionella, in particolare, sono richiesti specifici programmi di prevenzione, argomento che abbiamo già approfondito in un post del 2025 disponibile sul nostro blog. Cryptosporidium e Giardia, essendo parassiti resistenti al cloro e più difficili da rilevare con le analisi di routine, meritano un’attenzione particolare soprattutto in strutture molto frequentate.
I sintomi variano in funzione del microrganismo coinvolto: in alcuni casi compaiono nel giro di poche ore, in altri dopo alcuni giorni. Le conseguenze più frequenti comprendono irritazioni cutanee e oculari, otiti, disturbi gastrointestinali, febbre o infezioni respiratorie nei casi più delicati. In presenza di sintomi persistenti o particolarmente importanti, è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico, segnalando l’eventuale recente frequentazione di una piscina.
Il ruolo degli utenti
Anche i bagnanti svolgono un ruolo fondamentale nella qualità dell’acqua. Poche semplici abitudini fanno una reale differenza:
- fare una doccia saponata prima di entrare in vasca
- utilizzare i servizi igienici quando necessario, evitando di farlo in acqua
- evitare di fare il bagno in presenza di diarrea o altre malattie infettive
- utilizzare le apposite cuffie dove previste
- vigilare attentamente sui bambini più piccoli
Una responsabilità condivisa
Una piscina sicura non dipende soltanto dall’efficienza degli impianti o dalla professionalità del gestore: è il risultato di una collaborazione continua tra chi la gestisce e chi la frequenta.
La prevenzione non inizia quando compare un problema, inizia molto prima. E spesso basta davvero un piccolo gesto per fare una grande differenza.